Giorno 17

Il finanziatore

Sono sott’acqua, eppure respiro normalmente, senza la minima difficoltà.
Sento i rumori ovattati del mondo marino, gli stessi che devono sentire le sirene; poi però sento la pioggia battere, acqua su acqua.
Un temporale sovrasta quell’oceano, vedo chiaramente le nubi scure minacciare il mondo dal cielo, anche se il mio cielo ora è fatto delle increspature che le gocce creano sulla superficie marina.
Se mi concentro sento delle voci, un chiacchiericcio di sottofondo appena percettibile; sono le alghe ed i coralli che bisbigliano tra di loro, stanno aspettando l’apparizione di Chaithe, dicono.
Improvvisamente si sente il rombo di un tuono, esattamente con la stessa intensità che avrebbe in superficie; un fulmine, il quale affonda tra le onde e prosegue fino a sbattere al suolo in lontananza, esplode nella forma di una rosa di fuoco.

Il letto è vuoto quando mi risveglio, con la consapevolezza di aver raggiunto un legame più forte con Madre Natura.
Oltre ad essere sparito Aenmaer, noto che anche tutte le sue cose sono scomparse, così mi alzo di scatto e corro fuori dalla tenda con addosso solo la vestaglia, cercando risposte.
Lo vedo in piedi, vestito con la sua armatura, mentre parla con due soldati sulla porta dell’accampamento:

«Enud, cosa stai facendo?»
«Dannazione, ti sei svegliata. Sto andando a Nares, mettiti qualcosa addosso e resta qui.»
«Che cosa? Ma ti ha dato di volta il cervello? Riesci a malapena a reggerti in piedi!»
«Invece ci…argh…riesco benissimo» risponde sofferente.
«Si, lo vedo. Non ti ho lasciato morire giorni fa e non te lo permetterò nemmeno ora. Vatti a cambiare e guarisci, hai peggiorato la situazione solo camminando fino a qui»
«Tu vuoi solo la gloria tutta per te!» mi urla addosso.
«Cos…Ok, ora stai straparlando…»
«Devo combattere, non ho potuto fare nulla per difendere i miei amici, te, Init…»
«Smettila Aenmaer! Quella truppa che abbiamo annientato non è stato “niente”. Erano a metà strada tra i due fortini, se li avessimo evitati ci avrebbero uccisi tutti! Guarda un solo alchimista cosa è riuscito a fare! Hai svolto una parte importante, non verremo ricordati per questo magari, ma abbiamo ribaltato le sorti di questa guerra, tu ed io, a modo nostro; quindi ora smetti di fare il bambino e vai a riposare!»

Aenmaer si avvicina a me con fare sorpreso e vagamente irritato e sussurra:

«Come sai il mio nome?»
«Se te lo dico farai ciò che ti ho detto?»
«Non importa, non dirmelo. Ci sarà il tempo per scoprirlo dopo che avrò liberato Nares» mi sfida ancora.
«E va bene, mi arrendo. Vai pure, posso almeno darti un bacio prima che tu vada a farti massacrare?» gli chiedo.

Fingo la resa, non trovando altra alternativa contro la tua testardaggine; gli carezzo il viso e lo vedo rilassarsi e sorridermi. Mi attira a sé, tenendomi una mano tra i capelli e una dietro la schiena, ma appena le sue labbra sfiorano le mie lo tramortisco con un colpo deciso alla testa, facendolo cadere svenuto tra le mie braccia.

«Non mi hai lasciato scelta, mi dispiace» mi rivolgo poi alle guardie del cancello principale «Assicuratevi che riceva le sue cure e che soprattutto non lasci l’accampamento per nessuna ragione, intesi?»
«Si, generale» rispondono prontamente, prendendo il corpo di Aenmaer per riportarlo in infermeria.

Parto al galoppo per raggiungere Nares ed i miei uomini il prima possibile e nemmeno un’ora dopo arrivo davanti al palazzo del governo, dove richiedo prima di farmi ricevere da Varrick:

«Eccoti! Grazie di essere arrivata così presto. Troverai i tuoi uomini sulla strada per il porto, ti guideranno loro sul posto in cui è prevista la fuga degli ultimi nemici»
«Perfetto. A chi scrivi tutte quelle lettere?»
«Ho mandato a chiamare la principessa già ieri sera, dovrebbe arrivare nel pomeriggio. Sto scrivendo ai vari regnanti  ai confini della città e a Bolloud l’esito della guerra e la situazione in cui ci troviamo»
«Perché a Bolloud? E’ molto lontano»
«Qualcuno, che non desidera ne venga rivelato il nome, ha finanziato armi e vettovaglie per aiutarci. Ho parlato solo io con lui finora, nessuno conosce la sua identità»
«Perché non ha partecipato lui stesso? E’ un po’ sospetto che una persona si interessi da così lontano senza un qualche tipo di interesse»
«A me ha solo detto di essere troppo vecchio per combattere, ma che essendo ricco poteva comunque aiutarci, siccome Nares gli sta a cuore, non mi ha detto il motivo »
«Sarà. Si è fatto tardi, raggiungo la mia truppa, auguraci buona fortuna»
«Non ce ne sarà bisogno» sorride.

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