Giorno 8

Il ritorno di Morpheus

Seguiamo l’uomo fino ad una locanda, dove saluta l’oste per nome, come fosse un cliente abituale e mangiamo tutti assieme.
Enud gli racconta i trascorsi che ci avevano condotti a Mojul, poi chiede informazioni riguardo la storia della gallina:

«In molti l’hanno vista, anche io, però era molto strana: aveva le piume nere ed una cresta gialla, un’inconsuetudine tipica di qualche esperimento magico o alchemico mal riuscito.»
«Lui non ha negato che sia successo a causa sua, se avesse avuto cattive intenzioni credo avrebbe mentito fino a prova contraria, no? Soprattutto a due forestieri. »
«Mi trovi d’accordo, ma purtroppo non esiste alcuna prova a suo favore. Io mi fiderei in ogni caso, prima di questa vicenda è sempre stato un cittadino onesto e si è reso disponibile verso tutti»
«Inoltre sapendoti suo amico, facendogli del male non farebbe altro che tirarsi la zappa sui piedi» faccio notare io.
«Se non essere direttamente arrestato » aggiunge Cuthbert.
«Non ci resta che trovare un sistema per portargli nuovi clienti per ripagarlo: però se qui gli stranieri ed i non umano sono mal visti, non credo ci crederanno facilmente » dice Enud.
«Ho un’idea. Io mi malato di un’infezione rara e di star male davanti a tutti, mentre voi chiamerete Bilu che arriverà e mi “curerà” davanti agli occhi di tutta Mojul; lo ringrazierò e molte delle persone presenti lo rivaluteranno, avendo salvato una delle guardie cittadine. Che ne pensate?» spiega Cuthbert.
«Semplice ed efficace. Io ci sto. Esma, tu che dici?» domanda Enud.
«Dico che dovremmo correre ad organizzare i dettagli con Bilu» rispondo impaziente di mettere in atto il piano ideato da Cuthbert.

Bilu sembra entusiasta a sua volta; mi chiede di procurargli un tipo di pianta rampicante speciale, che cresce sulle pareti di roccia delle grotte dei saprofagi:

«La riconoscerai dalle sue sei punte dal colore violaceo. Non è velenosa ovviamente, ma è molto appariscente e crea un’innocua, ma vistosa irritazione alla pelle, perciò usa dei guanti, ragazza mia. L’irritazione sparirà in modo fulmineo con del semplice succo di limone unito al miele, ma questo nessuno lo sa. Sembrerò l’eroe del paese e finalmente la mia reputazione sarà ristabilita! Grazie, amici stranieri! » ringrazia abbracciando la gamba di Enud, scena che solleva il morale di tutti i presenti, portando una ventata di positività contagiosa.

Cuthbert mi accompagna verso il porticciolo da cui eravamo passati la mattina e mi procura una piccola barca a vela con la quale attraversare l’acquitrino fino alla grotta più vicina.
Fisso la barca a riva, conficcando il mio pugnale nel terreno, non essendoci altro modo.
Cominciando a calare il sole, cerco la pianta in questione prima che venga buio, raccogliendone alcune foglia in una cesta e coprendole con del tessuto.
Mi addentro nella grotta per accendere un fuoco e preparare il giaciglio per la notte.
All’interno trovo un draghetto saprofago, che al vedermi si mette in posizione di difesa, diffidente riguardo le mie intenzioni;uso le parole che Enud mi aveva insegnato e lentamente mi avvicino.
Grazie ai miei poteri riesco ad ottenere la sua fiducia molto presto, tanto che mettendomi a dormire, si accoccola sul mio fianco, lasciandosi accarezzare.
Prima di addormentarmi, noto che sul fondo della caverna si trovano tre parti cave, chiuse da sbarre:

«Finalmente sei sola, Esma» mi chiama la voce di Morpheus.
«Sono giorni che non mi contatti, cominciavo a credere che mentissi sulla tua identità, Morpheus » rispondo, intuendo di essermi in realtà addormentata.
«Nessuno mi conosce, se questo stai insinuando. Anzi, nessuno mi ricorda, nemmeno i tuoi dei. Non ti ho contattata perché eri sempre assieme a quell’elfo bianco. In questo momento, se qualcuno ti fosse accanto ti sentirebbe parlare con me, capisci quindi perché vorrei della privacy.»
«Cosa vuoi esattamente da me? Mi fai doni, mi aiuti a ricordare ciò che ho dimenticato, ma se avessi buone intenzioni non ci sarebbe bisogno di tutto questo mistero»
«Saprai tutto a tempo debito, ti devo sottoporre ad una nuova prova ora.»
«Sei uno dei 9?»
«No, anche loro mi hanno dimenticato»
«Come posso crederti quando non esistono prove della tua esistenza, almeno non sotto il nome di morpheus?»
«Non lo so, io ho sempre detto la verità; se non ti fidi non c’è problema, vattene pure, io non ti fermerò» mi risponde il dio.
«Potrò andarmene in seguito?»
«Ti avviserò quando non sarà più possibile.»
«D’accordo. Affronterò la prova»
«Saggia scelta.»

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