Giorno 8

L’alchimista di Mojul

Ci svegliamo di nuovo tardi, cosi ci affrettiamo ad arrivare a Mojul: una serie di enormi piattaforme e pontili collegano un gruppo di palafitte all’altro, formando un paesino molto pittoresco.
Per lo più abitata da pescatori, mi sembra un posto tranquillo rispetto a Nares e Robdo.

«Signorina, mi state calpestando le reti» mi avverte un pescatore.
«Oh, mi scusi, sono desolata. Cerchiamo un alchimista, ci hanno detto di poterne trovare uno qui»
«Si, c’è quello gnomo; andando sempre dritto, sulla piattaforma di sinistra troverete la sua bottega, ma non ve lo consiglio: ha trasformato una donna in gallina il mese scorso, è solo un truffatore» risponde l’uomo.
«Va bene, grazie per l’informazione, presteremo attenzione» lo saluto.

Proseguiamo come se nulla fosse e dopo esserci allontanati abbastanza chiedo ad Enud:

«E ora che facciamo?»
«Non lo so, ma è una storia davvero strana, voglio vedere questo famigerato gnomo» risponde lui.
«Sono curiosa anche io, ma non hai timore che trasformi anche te?»
«Andiamo solo a sentire la sua versione dei fatti, non mi farò curare prima di aver parlato con Cuthbert»
«Cuthbert?»
«E’ un amico, una delle guardie di Mojul; sicuramente saprà dirci cos’è successo in modo imparziale e con la sua protezione sarà difficile mi succeda qualcosa o quello gnomo si ritroverà tutta la città contro» mi spiega Enud.

Arrivati a destinazione, entriamo nella bottega, facendo suonare la campanella sopra alla porta.
Il bancone è stranamente di un’altezza appropriata ad un umano, infatti poco dopo vediamo spuntare la testa dello gnomo, che doveva essere salito su una scaletta apposita.

«Oh mio dio! Dei clienti! Salve, il mio nome è Bilu, qual buon vento vi ha portati qui?» ci saluta con eccessiva gioia.
«Salve, ci servirebbe…»
«Ancora non riesco a crederci, qui i clienti scarseggiano da tempo» mi interrompe. «Voi siete i primi dopo tanto…in cosa posso esseri utile?»
«Ebbene, abbiamo avuto un problema con…»
«Purtroppo qui accudano ingiustamente chiunque non sia del posto, figuratevi un non umano» mi interrompe ancora, mentre Enud trattiene a stento le risate. «Non mi hanno mai fatto del male, non ancora, ma vogliono mandarmi in fallimento così che lasci Mojul; nossignori, Bilu resterà qui a costo di morire di fame»
«Cosa mi dice della signorina trasformata in gallina?»
«E’ vero. E’ tutto vero, sono stato io; l’avevo avvisata, voleva un particolare rimedio ancora sperimentale, l’avevo avvisata di questa controindicazione. Ovviamente quando ho tentato di difendermi e dimostrare a tutti di averla messa in guardia, nessuno mi ha voluto credere e ho perso tutti i miei clienti. Ma ora siete qui, cosa posso fare per voi?» spiega Bilu.
«Ebbene, abbiamo avuto un problema con…»

Enud si toglie la fasciatura ed appoggia il braccio sul bancone, riuscendo finalmente ad ammutolire lo gnomo.

«Sono state queste frecce a ridurlo così, sono avvelenate, può fare qualcosa per guarirlo?» dico mostrandogli le armi.
«Mmmh, è strana questa freccia, mi servirebbe un giorno per analizzarla a fondo, per estrarne il veleno e ricavarne l’antidoto giusto»
«Se la prenda pure. Quanto ci costerà? Non abbiamo molto purtroppo, ma avendo un giorno di tempo forse potremmo guadagnare abbastanza»
«Non ce ne sarà bisogno, miei cari. Ho più bisogno di altro lavoro al momento: preferirei che dimostraste che la storia della gallina è falsa, ritrovando lo scontrino sul quale avevo scritto le avvertenze, o che ristabiliste la mia credibilità, portandomi nuovi clienti, cosi che lavorando io possa ripulire il mio nome» chiede Bilu.
«Io credo si possa fare…ora dobbiamo andare in un altro paio di posti, torneremo a darti una risposta certa al più presto» risponde Enud, ricoprendosi il braccio.
«Spero tanto torniate!» grida lo gnomo speranzoso.

Usciti dalla bottega seguo Enud, pensando alle parole dello gnomo, che mi sembravano sincere e ben intenzionate; con quella parlantina e col suo modo di fare così solare ed amichevole, doveva saper fingere troppo bene, se fosse stato malvagio.

«Enud, cosa pensi di Bilu?» gli chiedo.
«Credo abbia fatto un errore, ma che sia una brava persona. La conferma me la darà Cuthbert, anche se è umano non è come quelli descritti dallo gnomo»

Giunti davanti alla caserma delle guardie cittadine, Enud chiede notizie del suo amico: alla chiamata risponde un giovane di bell’aspetto, alto poco meno di Enud, con gli occhi color nocciola ed capelli corti castano chiaro. Saluta Enud con gioia, ma senza grandi dimostrazioni d’affetto, rimanendo serio e composto.

«Beh non mi presenti questa signorina?» dice prendendomi la mano per baciarmela.
«Mi chiamo Esma» rispondo un po’ a disagio, ma anche divertita nell’accorgermi dello sguardo attento e protettivo di Enud, quasi geloso.
«Piacere mio, sono Cuthbert. E’ quasi mezzodì, venite con me, sarò felice di offrirvi il pranzo e nel mentre mi potrete raccontare in cosa posso aiutarvi» si presenta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...