Giorno 6

Alba

Dopo alcuni minuti mi ricordo del guanto di Meriam che avevo lasciato sul pavimento:

«Esma…cosa è successo prima?» mi chiede Enud.
«Te lo racconterò tra un attimo, se poi mi spiegherai perchè hai smesso di cercarmi. Prima dimmi dove hai messo il guanto che ti ho dato.»
«L’avevo appoggiato sopra quella sedia laggiù, deve essere caduto.»
«Lo credo, hai distrutto la stanza praticamente»

Frugo tra i vestiti a terra finchè non lo trovo, poi mi avvicino al camino e li brucio entrambi nel fuoco; una risata si sente provenire da essi, quella di Meriam.

«Perchè li hai bruciati?» domeanda Enud.
«Appartengono a Meriam, dea della malia e una dei nove dei del male. Sono stata catturata dai suoi discepoli e portata da lei, anzi, davanti alla sua porta»
«La porta sussurrante? Sai dov’è?»
«E’ nel retro del bordello, tra i camerini. A quanto pare sono stati i menestrelli a derubarmi e farmi svenire stamattina. Siccome avevo i suoi guanti, Meriam voleva mi unissi a loro per uccidere Niro e governare Robdo.»
«Se la porta sussurrante si trova nel bordello deve essere già morto, quello spettacolo privati doveva essere una trappola» afferma Enud «Comunque sia, mi sono venuti in mente altri due dei del male: Manira, dea del cannibalismo e Medirath, un dio orchesco di cui non ricordo l’esatta virtù»
«Siamo a quattro, non contando Morpheus, che credo non lo sia: sarebbe arrivato subito al punto minacciandomi di morte qualora rifiutassi la sua “proposta”, lui invece sembra indifferente e misterioso» rifletto tra me e me «Torniamo a noi: ti ho raccontato tutto quello che volevi sapere, ora tocca a te»

Enud sposta le coperte come ad invitarmi a tornare vicina a lui, così lo accontento, vedendolo rabbuiarsi di colpo:

«Quando il principe Chilith morì salì al trono il cugino che era solo un bambino, così un certo Goragom gli fu affidato come reggente. Avendo tutto il potere per sè, Goragom cominciò a trasformare tutti in scheletri, ombre e creature dell’oscurità. Io stavo scappando con mi sorella Alba…»
«Tua sorella?»
«Si. Avevo una sorella minore ed un fratello maggiore, Duin. Proprio per cercare quel codardo che se l’era data a gambe levate senza di noi ho lasciato per un momento Alba da sola…l’hanno trovata e trasformata in ombra.»
«Mi spiace Enud. Duin è ancora vivo?»
«Si, quel traditore è diventato consigliere reale di Minar, il quale governa il regno degli uomini più a nord, ma non sono certo intenzionato ad incontrarlo o potrei arrivare ad ucciderlo» risponde Enud, digrignando i denti.
«Era questo che ti era tornato in mente quando sono svenuta da Siffi?»
«Già; se ti fossi trasformata in ombra anche tu non so cosa avrei fatto. Non mi perdonerò mai di aver lasciato sola Alba, mi sono esiliato da Mostrad e dal regno degli elfi bianchi, diventando un girovago; i problemi di Nares mi hanno spinto a restare, vederla libera mi farà sentire meno oppresso dal mio passato spero.»
«Enud, non è colpa tua, non puoi caricarti di un peso simile; ti aiuterò in ogni caso, se liberare Nares ti renderà più felice. Ti ringrazio di avermi raccontato queste cose, riuscirò a capirti meglio forse, ma non mi è ancora chiaro il perchè tu ti sia arreso con me»
«Non c’era via di fuga, quei maledetti buffoni continuavano ad ostacolarci e non riuscivo a fare niente per ritrovarti, mi sono sentito impotente come allora, ero paralizzato dalla paura di perdere anche te…non sarebbe servito a nulla restare lì, mi stava esplodendo il cuore a rivivere le stesse emozioni, a sentirmi di nuovo inutile. Scusami Esma, non sapevo cosa fare» mi spiega con la voce spezzata e gli occhi lucidi.

Lo stringo a me, baciandogli ogni cicatrice che la maledizione gli aveva aperto sul volto e carezzandolo sul fianco e sulla schiena.

«Non pensarci più, ormai è tardi, riposa Enud» gli sussurro mentre si addormenta piano piano tra le mie braccia.

Appena chiudo gli occhi anche io, faccio un sogno vivido a tal punto da sembrare reale e al suo interno mi sento vigile e conscia dei miei pensieri e dei miei movimenti.
Questo è un sogno particolare, ricorrente dal giorno in cui divenni una druida: è il segnale che il mio legame con la natura si sta rafforzando.

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