Giorno 6

Il mercato di Robdo

Comincio a girare tra le bancarelle in cerca di una cappa e di un paio di guanti, quando una massa di persone mi viene incontro spingendomi in direzione opposta alla mia.
Vengo travolta da questa folla, ritrovandomi davanti alla bancarella di un nano, che comincia a chiamare gente a raccolta a gran voce:

«Buongiorno miei cari! Sono giunto fino alla meravigliosa Robdo per mettere a vostra disposizione la mia merce magica e mostrarvi in anteprima, solo per voi, questo strabiliante cappello dalle molteplici virtù. Sù! Avvicinatevi, ma badate che un oggetto così prezioso ha comunque un suo valore, perciò parto da un’offerta minima di 500 monete d’oro. Per i primi dieci interessati potrei fare un piccolo sconto»

Quella gente era accorsa da lui ancor prima di conoscere la sua offerta, deve esserefamoso e non sembra nemmeno un ciarlatano, soprattutto con clienti così affezionati.
Mi avvicino a fatica, facendomi largo fino al suo banco e lo saluto:

«Buongiorno signore» cerco di farmi notare
«Salve stupenda dama, volete forse fare un’offerta per il cappello? Sa, alle belle signore posso concedere uno sconticino extra» risponde il nano.
«In realtà avrei bisogno di una cappa e di un paio di guanti, ne avete per caso?»
«Mmh, forse ho un paio di guanti rosa molto interessanti» dice cercando in una scatola. «Ecco qua, con questi, se si tocca un qualsiasi essere vivente con una volontà propria, questo seguirà ogni tuo comando, finchè manterrai in contatto»
«Wow, quanto costano?» chiedo.
«Diciotto monete d’oro, ma per te posso fare quindici»
«Potrei provarli prima?»
«Questo non è possibile, come vede qui tutti si fidano di me, ormai la validità dei miei prodotti non viene più messa in dubbio, non dovrebbe farlo nemmeno lei.» afferma un pò offeso.
«Mi scusi, non volevo dubitare. Mi dia solo un momento di trovare il mio borsello..»

Vuoto. Sento il mio borsello completamente vuoto, dovevano avermi ripulita di tutti i miei soldi approfittando del caos generale.
Il nano nel frattempo era distratto dalla compravendita del cappello, così mi infilo uno dei guanti senza farmi vedere e prendo per un braccio un giovane signorotto, che si gira a guardarmi:

«Ciao tesoro, purtroppo mi hanno rubato tutto, tu non avresti qualche spicciolo da prestarmi? Te ne sarei molto grata…» lo supplico con tono svenevole.
«Ma certo splendore. Io sono abbastanza abbiente, se venissi a casa con me potrei ricoprirti di oro» risponde l’uomo, in modo leggermente straniato.
«No, non disturbarti, mi bastano 20 monete d’oro» gli allungo la mano.

L’uomo mi cede un pugno di monete d’oro e subito dopo averle appoggiate al banco del nano mi tolgo in fretta il guanto, rimettendolo al suo posto.
Il signorotto sembra ridestarsi senza ricordare nulla degli ultimi minuti, così torno tranquilla ai miei affari, chiamando il venditore per concludere l’acquisto.

«Si è dunque decisa signorina?» chiede il nano.
«Ecco qui le sue monete d’oro»
«E’ stato un piacere, se li goda e buonagiornata» mi saluta soddisfatto.

Continuo il mio giro per il resto della piazza in cerca della cappa e dopo aver scelto tra varie opzioni, ne compro una di cuoio marrone, semplice nelle rifiniture, ma molto resistente.
A quel punto non rimaneva che aspettare il ritorno di Enud, così mi siedo sulla ringhiera della fontana ad osservare persone di specie molto diverse, alcune mai viste prima d’ora, riempire di vita questo mercato.
Improvvisamente, il buio più totale: sento la voce di Enud chiamarmi e le sue mani scuotermi, mentre lentamente le vaghe sagome che riesco a percepire si fanno più definite.

«Esma parlami! Cos’è successo? Sei ferita?» mi chiede Enud
«Sto bene. Credo di essere svenuta, non ricordo nulla, un’attimo fa ero seduta ad aspettarti, quello dopo ero qui..»
«In qualche modo dovrai pur esserti spostata»
«Lo so, ma giuro che non ne ho idea. Nessuno mi ha importunata, sono stata derubata, ma me ne sono accorta molto prima di aver perso conoscenza» rispondo.
«E’ strano però, dopo ciò che è successo stamane è preoccupante la questione, devi stare attenta e non andare più in giro da sola per il momento. Spero tu non abbia già mangiato, Varrick ci sta aspettando alla sua villa per pranzo, ce la fai ad accellerare il passo?» mi chiede Enud
«Se per mangiare riesco anche a correre» rispondo.

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