Giorno 1

Il Dio Ehl

Salgo la scalinata che mi porta ad una delle entrate del tempio, cerco di fare meno rumore possibile ed osservo all’interno: mi accolgono un alto soffitto ed un grande colonnato composto in due file che separano le navate laterali da quella principale.
E’ molto semplice, bianco, quasi spoglio, se non fosse per un enorme mosaico che raffigura un angelo con tre paia di ali; davanti al silenzio che avvolge ogni cosa al suo interno la mia mente si svuota da ogni disturbo e il mio animo si placa in pochi secondi.
Noto un uomo assorto nella preghiera in fondo alla lunga navata, indossa una semplice tunica bianca legata ai fianchi da una corda grezza, immagino si tratti di un prete.  . Appesantisco il mio passo, per cercare di farmi notare e non spaventarlo sorprendendolo alle spalle, ma non notando cambiamenti chiedo:

«Scusi…permesso…»
«Salve signorina, che ci fa in giro a quest’ora della notte?»
«Sono una forestiera arrivata qui per caso, cerco un posto in cui dormire, mi hanno riferito di un’abbazia di monaci poco lontano da qui, magari lei saprebbe guidarmi o consigliarmi un posto sicuro più vicino?»
«Beh si, c’è un’abbazia a due o tre chilometri da qui, ma a piedi ci metterà parecchio ad arrivare, dovrà percorrere una strada poco illuminata, potrebbe essere pericoloso; oppure qui in piazza c’è una locanda, c’è gente un po’ rozza, ma non dando retta a nessuno non dovrebbe succederle nulla. Purtroppo è molto tardi e il rischio da correre è praticamente uguale» mi avvisa dispiaciuto.

Il prete ha l’aspetto un pò trasandato, le spalle leggermente ricurve ed un viso buono, ma contratto e teso per qualcosa che chiaramente lo preoccupa.

«Va bene, grazie.» rispondo sospirando, «Chi è quell’angelo che vedo dipinto?»
«E’ Ehl, il Dio che veneriamo in questo tempio. E’ il Dio padre di tutte le razze e di tutti gli dei, creò questo mondo in sette giorni e da lui discendono, a partire dagli elfi come te, tutte le razze esistenti»
«Anche gli orchi ad esempio?» chiedo.
«Certo che no, quelli sono mostri, i mostri sono frutto dell’oscurità» si corregge in fretta «Alla fine della propria vita ognuno tornerà davanti ad Ehl e la sua anima sarà da lui giudicata»
«Capisco. Ora vado, è tardi, ma mi piacerebbe saperne di più, domani tornerò, grazie per la sua gentilezza»
«A presto.»

Esco dalla chiesa, ormai convinta ad arrischiarmi a passare la notte alla locanda, per il timore di arrivare tardi all’abbazia e trovare chiuso.
Appena dopo pochi gradini fuori dal tempio, sento un vociare concitato: il prete ed una seconda persona, stanno discutendo. Questa persona doveva essere entrata dalla seconda porta in perfetta sincronia con la mia uscita, siccome ne’ io avevo visto chi fosse, ne’ quella persona aveva visto me. Torno sui miei passi fino alla porta, cercando di origliare la conversazione.

«….ti avevo detto….ultimo avvertimento» dice lo sconosciuto.
«…non ho niente..pietà, per favore» lo prega il sacerdote.
«Brucerò tutto…..l’abbazia…»
«…non so cosa fare…domani, vi prego..»

Decido di entrare con la scusa di dover chiedere ulteriori informazioni.

«Scusi, Padre, dimenticavo di….» mi blocco, avvicinandomi e guardando con aria interrogativa lo sconosciuto che avevo davanti.

Lo sconosciuto si gira e mi guarda a sua volta: i suoi occhi sono come il ghiaccio, di un azzurro molto chiaro, resi ancor più freddi dal contrasto con i capelli neri, che si intravedono da sotto la bandana che porta.
E’ un giovane uomo alto e abbastanza muscoloso, è vestito di un’armatura in cuoio con parti in metallo e porta con sè una sciabola.

«Oh! Buonasera signorina! Cosa ci fa una così graziosa elfa in giro da sola a queste ore?» avvicinandosi e portando un braccio sulle mie spalle.
«Io..ehm..io stavo cercando un alloggio dove dormire e ho appena conosciuto questo sacerdote..» rispondo balbettando
«Stai forse tremando? Guarda che non sono cattivo, anzi, potremmo essere amici io e te. Se cerchi un alloggio la locanda qui vicina non è una regia, ma basterà dire che sei amica di Carlisle e vedrai che ti daranno l’attico, cacciando addirittura chi lo occupa se necessario. Non oseranno trattare male una mia ospite» portandosi sempre più vicino al mio viso «Vai ora, io e il Padre dobbiamo proseguire la nostra chiacchierata. Spero di rivederti presto, meraviglia.» 

Guardo il prete, che con gli occhi sbarrati dal terrore, mi rivolge uno sguardo di supplica.

«Mmh, si…grazie…ma entrando mi sembrava di aver sentito che stavate discutendo, posso aiutare in qualche maniera?»
«Non credo, bambolina. Questo pezzente morto di fame mi deve un bel po’ di arretrati in tasse non pagate, non credo tu abbia abbastanza denaro per pagare una cifra tanto alta. Forse se gliela brucio questa maledetta chiesa, magari si convince a pagare finalmente. Brucerò anche l’abbazia con tutti i suoi compari dentro, se non siete capaci di fare altro se non occupare spazio» risponde Carlisle minaccioso.
«Capisco, non si potrebbe proprio aspettare un altro giorno? Sono appena arrivata qui, forse domani, con tutta una giornata davanti una soluzione si potrebbe trovare, ormai un giorno in più o in meno cosa le costa? Vi prego, permettetemi di aiutare.» cercando di calmare Carlisle, nel modo più svenevole possibile.

«Oh tesoro, tu sei davvero gentile» dice dando per un momento le spalle al prete, il quale tenta la fuga, e rivolgendosi totalmente verso di me «Ma è finito il tempo di aspettare, ho avuto già fin troppa pazienza capisci? Per quanto tu mi stia simpatica o adesso il prete si fa dare dal suo insulso Dio i soldi, o peggio per lui e chiunque lo aiuterà. Ah giusto! Forse ho dimenticato di dire che fuori dalla chiesa ho una trentina dei miei uomini, non tutti gentili con le belle ragazze come me.» rivolgendo una velata minaccia anche a me.
«Va bene, addio allora.» rispondo, andandomene il più velocemente possibile.

Sarei stata da sola contro trenta uomini, non avrei mai potuto avere la meglio, il massimo che potessi fare per quel prete lo avevo fatto, mi rimaneva solo da sperare che sarebbe riuscito a scappare ed a salvarsi.
Scendendo in fretta dalla gradinata vedo un gruppetto di uomini, i compagni di Carlisle e mi acquatto il più possibile nell’ombra per non farmi notare.

Giro l’angolo della scalinata e mi sento chiamare.

 

 

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